È la più famosa delle grotte che si aprono sul fronte settentrionale della Latomia del Paradiso (all’interno del Parco Archeologico della Neapolis) e, senza dubbio, anche la più suggestiva.

A ribattezzarla con il nome – oggi noto a tutto il mondo – “Orecchio di Dionisio”  fu Micherangelo Merisi, in arte Caravaggio, che nel lontano 1608, durante una visita a Siracusa in compagnia dello storico Vincenzo Mirabella rimase stupito dalle sembianze della grotta che, per la sua caratteristica forma a “S” (simile ad un padiglione auricolare) e le sue notevoli proprietà acustiche che amplificano i suoni di ben 16 volte, gli ricordò subito un orecchio umano.

Perché proprio Dionisio?
Un’antica leggenda voleva che fosse stato il famoso tiranno Dionisio ad aver fatto costruire la grotta per rinchiudervi i prigionieri e ascoltare di nascosto tutte le loro segrete rivelazioni grazie ad una fessura esterna posta in alto e all’incredibile eco della grotta stessa. Così il tiranno sarebbe stato in grado di sventare numerosi colpi di stato, intrighi e tradimenti organizzati a sua insaputa.

In realtà, la famigerata grotta – alta 23 metri, larga unidici e profonda oltre sessanta – deve la sua esistenza ai cavatori di pietra che, seguendo il tracciato di un acquedotto, iniziarono gli scavi dall’alto proseguendo, man mano che scendeva in profondità, secondo l’andamento del filone di calcare. Non è un caso se, come nelle vicine grotte dei Cordari e del Salnitro, sulle pareti dell’Orecchio di Dionisio sono ben visibili i segni della lavorazione della roccia e del distacco dei blocchi.

Alcuni storici credono che l’Orecchio sia stato utilizzato nell’antichità come “effetto speciale” per le rappresentazioni del teatro greco (che si trova proprio a ridosso della latomia). La fessura da cui la leggenda vuole origliasse Dionisio è infatti collocata appena dietro gli spalti e sarebbe stata perfetta da utilizzare da un coro le cui voci, cantando dalla grotta, si sarebbero udite proprio alle spalle del pubblico, creando un effetto particolarmente suggestivo che avrebbe lasciato di stucco gli spettatori, incapaci di individuare la fonte del canto.

Nessuno può dire con certezza quali siano stati gli utilizzi della grotta nei secoli, di certo c’è che se avete dei segreti da rivelare è meglio non farlo mentre vi trovate nell’Orecchio di Dionisio.

– L’Orecchio di Dionisio dista circa 3 km da Hotel One Siracusa e si può raggiungere in 10 minuti in auto e in circa mezz’ora a piedi.

 – Per orari, tariffe e informazioni, consultare il sito del Parco Archeologico della Neapolis.